Photography

FOR BIRDS’ SAKE

30 giugno 2016

Questa recensione l’ho scritta qualche giorno fa. Mi porto sempre “avanti con il lavoro” quando so che devo partire. Mercoledì avrei dovuto prendere all’aeroporto di Ataturk un volo al mattino presto. La sera precedente è successo quel che è successo. Prima di decidere di pubblicarla mi sono chiesta se fosse giusto farlo. Se non dovessi aspettare e rispettare il lutto che ha colpito Istanbul. Ma poi mi sono detta perché? Perché cedere a questa assurda strategia del terrore? Perché coprire tutto di nero? Istanbul è e resta una splendida città, piena di vita, tanta vita e incredibili storie, come quella che racconto qui sotto. E credo che ora sia più che mai necessario ricordarlo, che vale la pena di vederla e scoprirla. E soprattutto non cedere, mai, a questo assurdo gioco all’orrore che rischia di imprigionarci nelle nostre paure e toglierci così la gioia di vivere il quotidiano.

Istanbul è una di quelle città di cui è difficile non subire il fascino. Sospesa tra due continenti, con i muezzin che scandiscono il tempo della città in una grande eco, storie e tradizioni che affondano le loro radici molto molto lontano. Una di queste storie, risalente al tempo dell’Impero Ottomano e che vive ancora oggi, la raccontano Cemre Yeşil e Maria Sturm nel loro progetto fotografico For Birds’ Sake. È la storia dei cardellini e dei verdoni, piccoli uccelli noti per la musicalità del loro canto e di una piccola comunità di uomini che, incantati da questo suono, li catturano e li tengono in cattività in piccole gabbie. Il canto di questi uccelli è un canto d’amore fatto per attirare le femmine, ma ironia della sorte vuole che ad ascoltarlo siano solo dei maschi (umani) in locali difficili da scovare e assolutamente non accessibili alle donne. Cemre Yeşil e Maria Sturm sono entrate in contatto con questa comunità e con molta pazienza sono riuscite a conquistarne la fiducia e a raccontare attraverso le loro fotografie questo piccolo mondo. Il libro si presenta poi con una piccola custodia in tessuto e zip che ricorda le stesse custodie con cui vengono ricoperte le gabbie degli uccelli. Sì, perché così, non potendo vedere all’esterno, gli uccelli sono costretti a cantare ad un volume ancora più alto, per farsi sentire il più lontano possibile.

I’ve written this review some days ago. I always work in advance when I know I have to leave. Last Wednesday I had to catch an early flight at Ataturk airport. Everybody knows what happened the night before. I asked myself if it was right to publish the review. Maybe I had to wait and respect the mourning of Istanbul. But then I told myself: Why? Why should I surrender to the strategy of terror? Why covering all up in black? Istanbul is and will continue to be a wonderful city, full of life, so much life, and incredible stories, like this one here. And I believe it is necessary to remember it, more than ever before, and that it’s worth visiting and discovering it. And above all not to surrender, ever, to this unreasonable game of terror which threatens to imprison us with our fears and take away the joy of everyday life.

Istanbul is one of those city whose fascination you can’t resist. Suspended between two continents, with the muezzins setting the time of the city, stories and customs rooted back in time. One of these stories goes back to the Ottoman empire and is still existing; Cemre Yeşil and Maria Sturm illustrate it in their photographic project For Birds’ Sake. It’s the story of goldfinches and greenfinches, small birds known for their melodious song, and of a community of men who capture and imprison them in small cages. These birds sing to attract females but actually only males (humans) can hear them, in hidden places which are closed off to women. Cemre Yeşil and Maria Sturm succeeded to get in touch and get the confidence of this community, taking photos of this small world. The book comes in a small fabric case similar to those used to cover the cages: in this way the birds that can’t see anything sing at a louder tone, to be heard as far away as possible.

For Birds’ Sake / Authors: Cemre Yeşil, Maria Sturm / Publisher: La Fabrica / ISBN: 9788416248339 / 96 pages / € 35.00

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